Il diritto collaborativo

Il diritto collaborativo è una procedura che, nata negli Stati Uniti intorno alla fine degli anni novanta e diffusasi anche in Italia soprattutto nell’ultimo decennio, si pone quale obiettivo il raggiungimento di un accordo che rappresenti la soluzione al conflitto esistente fra le parti, principalmente in ambito familiare, ma non solo.

Nel settore delle controversie familiari, attraverso il metodo collaborativo, si offre ai soggetti coinvolti l’opportunità di trovare una soluzione condivisa, che tenga conto delle concrete e specifiche esigenze e del singolo e del nucleo familiare considerato nel suo complesso, invece di far ricorso all’applicazione delle regolamentazioni standardizzate che caratterizzano i provvedimenti giudiziari in materia.

Tale obiettivo viene perseguito muovendo dal presupposto di una effettiva cooperazione delle parti e dei professionisti coinvolti che non necessariamente sono esclusivamente avvocati, ma possono comprendere altre figure professionali quali psicologi, mediatori o commercialisti, a seconda delle effettive necessità emergenti dalla situazione particolare.

Il concetto fondamentale, sotteso a tale tipologia di procedura, è rappresentato dalla convinzione che è la coppia ad essere maggiormente consapevole delle dinamiche familiari e, conseguentemente, dei reali bisogni cui deve prestarsi attenzione, nel momento in cui si dovesse sciogliere l’unità familiare.

Il metodo collaborativo fa sì che i coniugi, con l’assistenza dei professionisti, si adoperino per concentrare le rispettive energie allo scopo di regolamentare gli aspetti conseguenti alla fine del proprio matrimonio in maniera serena e ragionata, evitando il giudizio. Ciò contribuisce a creare una relazione ottimale fra le parti, che caratterizza non solo la fase della separazione vera e propria, ma anche quella successiva.

Tale tipologia di risoluzione del conflitto – oltre a presentare ovvi benefici sotto il profilo emotivo – risulta generalmente più rapida e, quindi, meno costosa di una separazione giudiziale.